Scheda Google Business Profile: come impostarla bene

Per molte attività locali la scheda su Google Maps è il primo contatto con un nuovo cliente. Come curare nome, categorie, descrizione, orari, servizi, foto e recensioni, e quali errori comuni evitare.

Riccardo Mores · 30 Settembre 2026 · 5 min di lettura

Quando qualcuno cerca «pizzeria aperta adesso», «parrucchiere vicino a me» o «avvocato del lavoro a Bologna», la prima cosa che vede non è il tuo sito: è una mappa con tre schede di attività, ciascuna con nome, stelle, orari e pulsanti per chiamare o chiedere indicazioni. Quelle schede sono Google Business Profile, ex Google My Business, ed è gratuito. Per molte attività locali è il primo contatto con un cliente nuovo.

Eppure sono spesso trascurate: create anni fa da un dipendente, con dati incompleti, una foto sfocata e recensioni senza risposta. Impostarla bene richiede un’ora o due, e poi una piccola manutenzione. Ecco cosa curare, punto per punto, e gli errori che si vedono più spesso.

Come si presenta una scheda ben tenuta

Il tuo studioCategoria principale e categorie aggiuntive
★★★★★recensioni recenti e risposte del titolare
  • Descrizione chiara di cosa fai e per chi
  • Orari e area di servizio aggiornati
  • Servizi elencati, foto vere, post recenti
Sito webChiamaIndicazioni
Una scheda curata su Google Maps: esempio dimostrativo

Nome: quello reale, senza aggiunte

Il nome della scheda deve coincidere con quello che usi nella vita reale: insegna, carta intestata, sito. Non aggiungere parole chiave o la città per sembrare più pertinente («Mario Rossi Idraulico Milano Pronto Intervento 24 ore»): le linee guida di Google lo vietano e una scheda segnalata può essere sospesa. Se il nome ufficiale include la forma societaria e nella vita di tutti i giorni no, scegli una forma e usala in modo uniforme ovunque.

Categorie: la scelta che pesa di più

La categoria principale dice a Google di cosa ti occupi e influisce su quali ricerche puoi comparire. Scegli quella più specifica che descrive il cuore della tua attività: «Dentista» è meglio di un generico «Studio medico» se fai il dentista. Poi aggiungi solo le categorie secondarie che corrispondono a servizi reali e rilevanti, non tutte quelle disponibili. Per scegliere, guarda le schede dei concorrenti locali che compaiono per le ricerche che ti interessano: puoi vedere quale categoria hanno scelto.

Descrizione: chiara, non pubblicitaria

Hai spazio limitato per presentare l’attività. Usalo per dire cosa fai, per chi, in quale zona e cosa ti distingue in concreto (ad esempio, «studio a conduzione familiare», «anche interventi urgenti nei festivi»), senza promesse non verificabili. Non inserire link, numeri di telefono o recapiti nel testo: sono vietati. Scrivila come la diresti a un cliente che ti chiede «di cosa vi occupate?».

Orari e recapiti: precisione assoluta

Una scheda con orari sbagliati genera l’esperienza peggiore possibile: il cliente arriva davanti a una porta chiusa e lascia una recensione negativa. Imposta gli orari regolari e ricordati di aggiornare le festività e le chiusure straordinarie. Controlla che indirizzo e telefono siano identici a quelli del sito e di ogni altro elenco: un numero diverso in due posti confonde sia le persone sia i sistemi che incrociano i dati.

Se lavori da un altro luogo (a domicilio, in cantiere), imposta l’area di servizio e nascondi l’indirizzo se non ricevi clienti in sede.

Servizi e prodotti: i dettagli che decidono

Nella scheda puoi elencare i servizi con una breve spiegazione ciascuno, e, se fa al caso tuo, i prodotti. Compilali con le parole con cui i clienti cercano quello che offri, e mantieni la coerenza con le pagine del sito. Quando un’informazione manca, Google spesso la ricava altrove, o resta un vuoto proprio dove il cliente vorrebbe una risposta.

Foto: vere, recenti, sufficienti

Le foto sono la prima cosa che molti guardano. Servono immagini reali: l’ingresso (così ti riconoscono e ti trovano), l’interno, il lavoro svolto, il team, i prodotti. Evita foto da archivio e loghi al posto di scatti veri. Non serve una regola sul numero: serve che rappresentino onestamente l’attività e siano aggiornate quando cambia qualcosa, ad esempio dopo una ristrutturazione.

Recensioni: chiederle e rispondere

Le recensioni influiscono sia sulla scelta di chi ti trova sia sul modo in cui Google ti giudica. Puoi chiederle a clienti soddisfatti condividendo il link diretto alla scheda, in modo semplice e senza forzature. Non puoi comprarle né scriverle tu o farle scrivere a parenti: è contro le regole e si nota.

Rispondi a tutte, anche a quelle negative, con un tono calmo e concreto: «Ci dispiace per l’attesa, ti scriviamo in privato per capire cosa è successo». Chi legge giudica più la risposta che il commento.

Link e pulsanti: portare l’utente dove serve

Collega alla scheda il link al sito e, se ha senso, quelli per prenotare, ordinare o chiedere un preventivo. Usa preferibilmente una pagina precisa (ad esempio quella dei contatti o della prenotazione) e non solo la home. Puoi anche usare i post della scheda per comunicare novità, offerte o eventi, purché i contenuti siano veri e aggiornati.

Attributi, domande e manutenzione nel tempo

Google permette di indicare attributi utili alla scelta, come l’accesso per persone con disabilità, i metodi di pagamento accettati o la possibilità di prenotare online. Compilali tutti quelli pertinenti: sono informazioni che il cliente cerca e che altrimenti resterebbero nascoste. Controlla anche la sezione delle domande e risposte, dove chiunque può scrivere: se compare una domanda sbagliata o senza risposta, rispondi tu con precisione.

Una scheda non si imposta una volta sola. Fissa un controllo periodico, ad esempio a inizio mese, per verificare che dati, orari, foto e recensioni siano ancora corretti e per rispondere a quanto è arrivato. Nel pannello della scheda trovi anche le statistiche di base (da dove arrivano le persone, quante chiamano o chiedono indicazioni), utili per capire cosa funziona senza interpretazioni forzate.

Gli errori più comuni

  • Scheda non verificata: senza verifica non puoi gestirla e le modifiche di terzi restano incontrollate.
  • Duplicati della stessa attività, spesso creati in passato o dopo un cambio di sede.
  • Categoria troppo generica o sbagliata.
  • Orari non aggiornati nei periodi di festa.
  • Dati diversi da quelli del sito.
  • Recensioni senza risposta da mesi.

Una scheda curata non richiede molto tempo, ma dimostra al cliente che dietro l’attività c’è qualcuno che risponde.

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Da dove partire domani

  1. Cerca il nome della tua attività su Google e guarda cosa compare: scheda, orari, foto, recensioni.
  2. Se non risulti proprietario, richiedi la verifica dalla scheda; se ci sono duplicati, segnalali.
  3. Controlla nome, categoria principale, indirizzo, telefono e link al sito, e confrontali con quelli del sito.
  4. Aggiorna orari, comprese le prossime festività, e riscrivi la descrizione in modo semplice.
  5. Carica alcune foto reali e rispondi alle recensioni ancora senza risposta.

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Scritto da

Riccardo Mores

Consulente digitale freelance a Milano. Aiuto attività locali, PMI e aziende a crescere online con strategia, sito, SEO e marketing, con un solo referente dall’inizio alla fine.

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